Rami levigati alle estremità e ingrigiti dall’acqua. Gusci di cozza, tanti. Sulla sabbia gialla che il vento ha reso compatta, le orme di un grosso cane. Un alano forse, passato col suo padrone giorni fa. E allora penso chissà per quanto tempo resteranno visibili le nostre. Che le più profonde sono anche le più vicine al mare.








