Die Sequenz
Per una successione è rilevante l'ordine in cui gli oggetti si trovano e uno stesso oggetto può comparire più volte
- ma no… non è mica che io voglia convincerti…
- non è questo il punto.
- ma si che lo è… ho bisogno di chiarire, capisci?
- ma non c’è niente da chiarire, niente da dire… non so se mi spiego.
- ma io ho capito, quando io non ci sono, non ci sono. Lo so. Però ecco…
- cosa ancora?
- l’appartenenza non è possesso
- e?
- smetti di fare in modo che sembri sempre che io non lo sappia
Sono le cinque. Sono già truccata, rossetto leggero sulle labbra, eyeliner e ombretto chiaro sugli occhi. In viaggio devo potermi toccare senza temere di sciogliere tutto. Tra una lettura e l’altra devo poter abbassare la testa e coprire il viso se ho voglia di buio. Come adesso che ho voglia di non vedere quello che lascio. L’asciugamano umido a terra, gli slip che sembrano sporchi di latte. Tutta roba mia che con le mani sugli occhi non esiste più. (spostamenti)
Ti abbatto e sbatto.
Poi intatto ti ripongo in fondo .
Un tonfo, sai.
Ahi.
Ho cercato a lungo una citazione di Deleuze che una volta avevo letto da qualche parte. Ovviamente non l’ho trovata, altrimenti l’avrei riportata testualmente. Diceva una cosa del tipo “gli incontri si fanno con le cose e non con le persone”. Quando la lessi restai folgorata. Mi era parsa davvero illuminante. Era esattamente la cosa che avevo bisogno di sentire in quel particolare momento della mia vita. Mi prospettava la possibilità di interiorizzare un’esperienza senza per questo sentire la mancanza della persona a cui essa era legata.
Oggi non lo so più. Le parole sono vere, false, lame, aghi. E puoi sempre farne quello che vuoi.
tutte quelle che posso,
quelle che servono
quelle che -attenzione- sono solo attenzioni
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